martedì 24 dicembre 2019

Auguri e Buone Feste



Auguro a tutti gli appassionati della buona musica serene feste di Natale, nella speranza che il nuovo anno sia carico di progetti motivanti, e che le eventuali intemperie che a tratti toccano le nostre vite siano mitigate da trame sonore capaci di nutrire anima, cuore e cervello!

Buon Natale... Buone Feste!
Bernardo

mercoledì 18 dicembre 2019

AXENTS-La nuova rubrica del Blog di Bernardo Lanzetti: "Vita in provetta"


AXENTS

… quel taglio Rock

Una nuova rubrica del Blog di Bernardo Lanzetti

Non è un segreto l’importanza degli accenti nella musica.
È anche risaputo come il Rock si esprima accentando la sillaba finale di almeno il 50% delle frasi cantate.

Poiché la lingua italiana non dispone di molti monosillabi o parole con accento finale, ecco che l’autore italiano, cimentandosi con il genere, è chiamato a studiare nuove, originali soluzioni…

Provo a riproporre, in pillole, alcune delle frasi più insolite della mia produzione.



NOTE:

"Bernardo Lanzetti" è il quinto album in studio di Bernardo Lanzetti, pubblicato nel 1982 dalla CBS

Testi e musiche di Bernardo Lanzetti




sabato 14 dicembre 2019

AXENTS-La nuova rubrica del Blog di Bernardo Lanzetti: "Uno o Nessuno"


AXENTS

… quel taglio Rock

Una nuova rubrica del Blog di Bernardo Lanzetti

Non è un segreto l’importanza degli accenti nella musica.
È anche risaputo come il Rock si esprima accentando la sillaba finale di almeno il 50% delle frasi cantate.

Poiché la lingua italiana non dispone di molti monosillabi o parole con accento finale, ecco che l’autore italiano, cimentandosi con il genere, è chiamato a studiare nuove, originali soluzioni…

Provo a riproporre, in pillole, alcune delle frasi più insolite della mia produzione.




NOTE

Il brano è tratto da “Bernardo Lanzetti”, il secondo album da solista di Bernardo Lanzetti.
È stato pubblicato nel 1980 dall'etichetta Ciao Records SRL.
La versione internazionale si intitola “No Limits”.

mercoledì 11 dicembre 2019

Bernardo Lanzetti ricorda Sandro Pizzarotti

Copertina di Sandro Pizzarotti


"Ci ha lasciato l'amico e fotografo Sandro Pizzarotti.

Da tempo meglio conosciuto per i suoi lavori per e a fianco di Vasco Rossi, le sue fotografie sono state elementi strategici e fondamentali per le copertine di tutte e avventure discografiche di Bernardo Lanzetti degli ultimi dieci anni.

Colto, generoso, entusiasta del suo lavoro che svolgeva al meglio con precisione e fantasia, era anche appassionato di tutte le varie forme di musica rock."







martedì 3 dicembre 2019

AXENTS-La nuova rubrica del Blog di Bernardo Lanzetti: FANTALITA'


AXENTS

… quel taglio Rock

Una nuova rubrica del Blog di Bernardo Lanzetti

Non è un segreto l’importanza degli accenti nella musica.
È anche risaputo come il Rock si esprima accentando la sillaba finale di almeno il 50% delle frasi cantate.

Poiché la lingua italiana non dispone di molti monosillabi o parole con accento finale, ecco che l’autore italiano, cimentandosi con il genere, è chiamato a studiare nuove, originali soluzioni…

Provo a riproporre, in pillole, alcune delle frasi più insolite della mia produzione.



Note:

"Passpartù" è un album della PFM pubblicato nel 1978.

Il titolo è un gioco di aprole tra la parola passepartout (intesa come chiave universale) e il personaggio mitologico di Re Artù, a cui si riferisce l'intero lavoro.



domenica 1 dicembre 2019

Comunicato Acqua Fragile: annullato il concerto del 21 dicembre




"Numerosi accadimenti relativi alla vita familiare e alla salute di gran parte dei componenti del gruppo Acqua Fragile, ha impedito loro di affrontare il calendario articolato che li vedeva impegnati per il nuovo set in programma al Club Il Giardino il 21 dicembre 2019.

Nell’annunciare quindi la cancellazione dell’evento, la Band si scusa con i propri fan e ringrazia Giamprimo Zorzan e tutto lo staff del Club Il Giardino per la comprensione e per la fiducia a suo tempo accordata."

lunedì 25 novembre 2019

"AXENTS": la nuova rubrica di Bernardo Lanzetti: HOLLYWOOD


AXENTS

… quel taglio Rock

Una nuova rubrica del Blog di Bernardo Lanzetti

Non è un segreto l’importanza degli accenti nella musica.
È anche risaputo come il Rock si esprima accentando la sillaba finale di almeno il 50% delle frasi cantate.

Poiché la lingua italiana non dispone di molti monosillabi o parole con accento finale, ecco che l’autore italiano, cimentandosi con il genere, è chiamato a studiare nuove, originali soluzioni…

Provo a riproporre, in pillole, alcune delle frasi più insolite della mia produzione.

Note:

Il brano “Hollywood” è tratto da “K.O.”, il primo album da solista di Bernardo Lanzetti.
È stato pubblicato nel 1979 dall'etichetta Ciao Records s.r.l. e successivamente ristampato su CD dalla Pull (PCD 2119) col titolo Rock urbano nel 1997.



domenica 17 novembre 2019

Bernardo Lanzetti e "La canzone segreta"


Bernardo Lanzetti partecipa all'evento “Poesia Carnosa” con un suo brano:

“LA CANZONE SEGRETA”


“LA CANZONE SEGRETA”
testo e musica di Bernardo Lanzetti

Affondo il mio cucchiaio
Fino al fondo di me stesso
Dove sono lʼinnocente
Dove sono reo confesso
Ne servo una porzione
Su un piatto immacolato
E leggo tra le note
Di un rigo tormentato
Ah, ah, Ah, ah,
La canzone mia segreta
Sul velluto come seta
Ah, ah, Ah, ah,
La canzone mia segreta
Trasparendo se ne va
Quattro accordi disperati
E un canto un pò sommesso
Dice cose… cose
Inconfessabili a me stesso
E la strofa segue lʼintro
Passo dopo passo
Oltre le tue lunghe gambe
Sfiora quelle labbra, adesso senti
Ah, ah, Ah, ah,
La canzone mia segreta
Misteriosa e sconosciuta
Ah, ah, Ah, ah,
La canzone mia segreta
Eʼ un segreto anche per me
Veste la paura
Oltre quella luna
Persa in fondo al cuore
Lì si nasconde lei
Non è musica dʼautore
Non è lʼaria di un concerto
Forse tracce di un delitto
Nella sabbia del deserto
E lʼinciso che suadente
Ritornella da spergiuro
La mia lingua peccatrice
Tra le sfere del tuo culo
Canta
Ah, ah, Ah, ah,
La canzone mia segreta
Si attorciglia alla mia vita
Ah, ah, Ah, ah,
Nella canzone mia segreta
Ci sei dento come me
Ci sei dentro e te la canto….





mercoledì 6 novembre 2019

Le rimembranze di Bernardo Lanzetti


Racconta Bernardo Lanzetti: "Proprio mentre formavamo il gruppo Acqua Fragile, ricordo di aver chiesto a Franco Mussida: <<Come si fa a scrivere un pezzo Pop?>> (denominazione che all’epoca era usata invece del più recente Prog)...

Franco rispose, testualmente: <<Eh beh, ti metti lì e lo scrivi!”>>



lunedì 21 ottobre 2019

I pensieri "indiani" di Bernardo Lanzetti


Due giorni fa qualcuno si è esibito nella prestigiosissima cornice del Premio Tenco, interpretando proprio un brano dello storico cantautore, scomparso suicida a Sanremo nel gennaio 1967, ovvero 'Lontano lontano'.

Kerala, India. Dalla contemplazione conseguente alla cura Ayurvedica per le orecchie scaturisce un pensiero:

Ecco una cura da consigliare agli organizzatori del Club Tenco e al Gotha del giornalismo musicale italiano. Per molti sedicenti cantautori questa cura, aihmé, non può fare più nulla.”



giovedì 3 ottobre 2019

Trasimeno Prog il 6 ottobre



Domenica 6 ottobre a Castiglione del Lago (PG), sulle rive del Lago Trasimeno, in occasione dell'evento Trasimeno Prog, saranno tanti i nomi illustri della scena Prog italiana: 

Bernardo Lanzetti, Il Rovescio Della Medaglia, Sophya Baccini, Il Bacio della Medusa, L'Estate di San Martino


mercoledì 2 ottobre 2019

Intervista a Bernardo Lanzetti...la solitudine dei numeri progressivi...


Articolo di Max Scaccaglia apparso su https://www.parmadaily.it


Bernardo Lanzetti: la solitudine dei numeri progressivi… in occasione dell’uscita del nuovo degli Acqua Fragile prevista per il 14 ottobre 2017.
Il titolo degno di un film della Wertmuller, e di chiara ispirazione Prog, maschera in realtà una certa tensione per questa intervista. Bernardo Lanzetti non è un musicista facile da approcciare. Sul serio. Il rischio di omissioni o gaffe è dietro l’angolo (come leggerete).
La sua direttiva poi è stata chiara: “Per cortesia, non farmi domande cui puoi trovare facilmente risposta in rete”. Non oserei mai.
Ed è proprio navigando in Rete, invece, che la sua complessa carriera lascia intravedere un filo conduttore: Bernardo Lanzetti è un esploratore. Un Capitano Achab del Moby Dick di Melville, un Giona del biblico libro, un Ulisse.
Sembra quasi che assieme al Talento vi sia un ostinato Dna, avverso ad ogni comfort, che lo spinga quasi suo malgrado a rinnovarsi costantemente, una sorta di inquietudine darwiniana che trasforma il vissuto precedente (notevole) in un trampolino di lancio verso l’esperienza successiva, sempre più ardita, sempre più profonda. Progressivo in tutti i sensi.
Mi perdonerà l’approccio dello psicologo “da bar” quale sono, ma un tale destino chiede un prezzo, e non credo di sbagliare affermando che sia la solitudine. Dear Old Solitudine. Bernardo sembra nutrirsi di situazioni che lui stesso porta al parossismo, per poi lasciarle al cabotaggio e spingersi ancora oltre, in solitaria, in mare aperto. Onde in faccia.
Ma dal suo viso achabiano scavato, emerge un sentiero, tracce evidenti, pietre miliari. Un esempio tra i tanti? “I Sing the Voice Impossibile” (1998 M.P. Records) per me: la sua personale lapide sul 20esimo secolo. Il racconto di un corpo naturale, quello della voce, diventato elettrico, paradossale, impossibile, eppur coerente. Un grande lavoro. Una fiaccola da maratoneta, quasi a dirci che da lì può iniziare un cammino nuovo, possibile, “filologico” addirittura.
Poi ancora anni di ebollizione, di fermento. Ancora lei, quell’ambita e temuta (azzardo) solitudine: per raccogliere le idee, per meditare sul Se Stesso/Moby Dick, sulla sua Itaca/Inception: e all’orizzonte, ad emergere nebbiosa, è proprio la terra dove è nato, rinnovata, di nuovo approdo. Per il 14 ottobre è infatti annunciato il ritorno degli Acqua Fragile. Gli Acqua Fragile! Nome pesante per il genere, nome pesante per l’Italia musicale, nome pesante da portare, specialmente per Parma. Qui sì che bastano pochissimi click per capire la portanza della band; band che vede al basso il nostro Franz Dondi, uno che nel debut LP omonimo del ‘73 e in “Mass Media Star” del ‘74 fece sentire cose notevoli. Freschezza, idee, talento. Lo specchio del lavoro di una formazione che incorporò successivamente quel Joe Vescovi che contribuì seriamente a formare il linguaggio di genere progressivo con le opere dei “The Trip”, con “Caronte” (RCA, 1971), con “Atlantide” (RCA, 1972). Insomma, ltaca in questo caso è un incrocio di improbabili coordinate che partono da Casalmaggiore e Parma, e si incrociano con mezzo mondo: Stati Uniti, Londra, Milano…

Max: “Bernardo, l’attesa e la sorpresa per l’imminente nuova uscita degli Acqua Fragile è fonte di grossa aspettativa. Con gli Acqua Fragile lanciasti una pietra pesante nello stagno; dopo tanto cammino intrapreso perché hai voluto riprendere proprio quel filo e non altri? Come è rinato questo importante progetto? Quanto contiene dei lavori precedenti, quanto è diverso?”.

Bernardo: “Acqua Fragile è stato il gruppo outsider del Prog Italiano. La band può vantare una serie di situazioni grottesche: quasi derisi dalla critica, ignorati dai media e dalle organizzazioni politicizzate degli anni ’70, addirittura osteggiati dalle loro stesse etichette discografiche.
Ci sono voluti quasi 40 anni e l’intervento della critica anglo-americana per sentenziare: “Nella musica di Acqua Fragile sono riconoscibili tutti gli stili dei gruppi di ispirazione ma ogni melodia o fraseggio musicale risultano non copiati da altre musiche ovvero assolutamente originali”.
Negli anni ’70 “venire dalla Provincia”, come Parma era considerata all’epoca, precludeva la possibilità di partecipare a Festival importanti o avere passaggi alla RAI. Significativo è che solo recentemente Radio 3 abbia trasmesso un brano di A F, dopo ben 44 anni!
Per la Numero 1, etichetta Battistiana, fu uno shock accorgersi, troppo tardi, che il primo album “ACQUA FRAGILE” era cantato in inglese. Chiamarono Bruno Lauzi per produrre un eventuale singolo in italiano ma pure lui, unitosi al coro dei rivenditori consultati, sentenziò che il lavoro in inglese era senza dubbio più nobile e vero.
Disgustati dal secondo album “Mass Media Stars”, il direttore artistico Claudio Bonivento -sì, il futuro produttore di “Eccezziunale … veramente” – e il ragioniere capo della Numero 1 furono ben felici di scaricarci alla Ricordi. Accolti qui a braccia aperte, la band fu subito messa nel dimenticatoio. L’album #2 fu stampato in 600 copie e solo la band ne acquistò 30! Incredibile fu poi l’episodio che vide Seymour Stein venire a Parma per sentire la band dal vivo, rimanerne favorevolmente impressionato e la Ricordi ignorarne successivamente le richieste per lanciare Mass Media Stars in USA. Per chi non lo sapesse Mr. Stein, già scopritore dei Ramones e dei Pretenders, divenne poi il Boss di Madonna.
Scoperti all’estero con pubblicazioni ad hoc e rivalutati in Patria, Franz, Piero e il sottoscritto ci siamo accorti di poter tornare con carattere sulla scena Prog.
Decisivo fu poi il progetto del VOX 40 dove il pianista e direttore d’orchestra Mariano Speranza e la sua Tango Spleen Orquesta hanno suonato le musiche di Acqua Fragile con il loro ensemble classico-moderno.
Non potremo mai dimenticare la grande emozione di sentire gli archi, il pianoforte e il bandoneon, vibrare alle prove, in posizione nell’enorme cucina di un casolare nei dintorni di Parma. La consapevolezza di avere prodotto arte già negli anni ’70 creò intensa commozione”.

Max: “Bernardo condividi oppure no, la mia lettura sulla solitudine dello sperimentatore, sul tuo essere un “numero primo”, progressivo certo, ma che non si divide con nessun altro se non con sé stesso? Per quali motivi?”

Bernardo: “Questa è la prima strofa di un brano per il mio prossimo album solo:

“Ero Un nU merO”

ERO UN NUMERO
UN NUMERO CHE NON CONTAVA
CHE
A TUTTI GLI ALTRI NUMERI
LUI
SI SOTTRAEVA

ERO UN NUMERO
UN NUMERO X DAVVERO
CHE
PUR DIVISO E COMBATTUTO
RESTAVA SEMPRE
UN NUMERO INTERO

B. Lanzetti

Max: “I Sing The Voice Impossibile” dopo neanche 20 anni è già un disco da riscoprire. Una base di ripartenza. Perché non c’è un capitolo 2?”

Bernardo: “Esiste un capitolo 2! È “ECLECTICLANZ” un album del 2009. Ti invito a raccogliere informazioni, almeno quelle reperibili su: il blog di bernardo lanzetti. Si tratta di un’opera complessa e articolata in varie direzioni; basti ricordare che canto in cinque lingue diverse, compreso il greco antico e che vari generi musicali sono esplorati con la voce che, magari con l’aiuto di speciali apparecchiature, agisce da interprete, accompagnatrice e controllore. Nel brano di apertura “E-Clec-Ti-Ca”, poi, canto, seppur in inglese, una frase di Leonardo da Vinci: E l’uomo disse: “Sorella minore alla Pittura è la Musica perché ogni volta, ogni volta, deve morire…”

Max: “Quanto è ancora importante “sperimentare”? In quali direzioni secondo te? Vale ancora la pena oggi di intraprendere l’enorme Fatica dell’essere Artisti? Fare l’Arte per l’Arte?”

Bernardo: “Nel nuovo album di AF, l’unico brano in Italiano, si ispira a quanto disse, parafrasando John Kennedy, il percussionista Jamie Muir (King Crimson) al batterista Bill Bruford (Yes, King Crimson, Genesis).
“Quando ti avvicini alla Musica non devi pensare a quanto può fare lei per te - renderti ricco, famoso etc. - ma piuttosto a ciò che puoi fare TU PER LEI!”

Bernardo, non posso che ringraziarti per questa intervista così ricca di spunti, di storia. Ora non restano che pochi giorni di attesa per l’ascolto dell’ultimo Acqua Fragile. Stai sicuro che ti toccherà ancora vedermi per la dedica sul Cd… In bocca al lupo.”




lunedì 30 settembre 2019

Bernardo e Amnerys a Spoleto

Amnerys e Bernardo a fianco le loro opere

 Spoleto Arte
Performance finale musica-danza con Bernardo Lanzetti e la pittrice/danzatrice brasiliana Carla Faria




giovedì 26 settembre 2019

Accadrà a Spoleto nei prossimi giorni... Bernardo e Amnerys protagonisti...


MOSTRA A SPOLETO: BARONESSA SOARES E I SUOI ARTISTI INTERNAZIONALI

Dal 27 al 30 settembre 2019, presso Palazzo Rosario Spada in via delle Terme 5 a Spoleto, si terrà la Mostra della Baronessa Soares e dei suoi artisti internazionali, a cura dell’Associazione Amici “Il Dono dell’Umanità”.

L’esposizione, che prevede un ricco programma di illustri presenze e iniziative tra cui conferenze, premiazioni e performance, si svolgerà nel contesto del Menotti Art Festival Spoleto, l’importante manifestazione fondata dal Prof. Luca Filipponi nel solco della tradizione dell’ideatore del Festival dei Due Mondi, e che vedrà la partecipazione di famosi esponenti internazionali del panorama artistico e culturale.

La Baronessa Maria Lucia Soares, poliedrica e affermata artista di nobile famiglia brasiliana, laureata in Pedagogia all’Università di San Paolo, ha esposto con successo i suoi dipinti in tutto il mondo. Oltre alla pittura, si dedica a numerose opere sociali ed è stata insignita di prestigiosi riconoscimenti. Ha ideato e presiede il premio “Il Dono dell’Umanità” che ogni anno viene attribuito a persone o Enti che si siano resi meritevoli di particolari opere benefiche e sociali.



mercoledì 11 settembre 2019

Acqua Fragile al Festival di Veruno-8 settembre 2019



La terza giornata del Festival Prog di Veruno ha visto il ritorno in grande stile dell’Acqua Fragile, band nata nei primi seventies e nuovamente in attività.

Il resoconto generale della serata è fruibile al seguente link:


Non era questo il primo concerto del nuovo corso, ma sicuramente lo si può considerare il più significativo, per prestigio della manifestazione e per una sorta di verifica rispetto ad un’audience preparata, composta da anime fresche e antiche, unite dalla passione per il genere progressivo.
È stato emozionante per chi scrive constatare che molte copie dei primi due vinili - “Acqua Fragile” (1973) e “Mass Media Stars” (1974) - erano nelle mani di progster in erba - se si fa riferimento all’elemento anagrafico -, in coda per una firma ed una dedica.

Credo che la nuova Acqua Fragile esca da questa situazione con un forte incremento dell’autostima, perché per quanto bravi si possa essere la cifra della qualità del lavoro svolto la si comprende nel confronto con il pubblico, e in questo caso l’entusiasmo era palpabile.
Mi sembra superfluo evidenziare il ruolo di Bernardo Lanzetti, un musicista che ha continuato a calcare i palchi importanti, magari come ospite, o all’interno di mirati progetti personali, così come appare scontato sottolineare che ci troviamo al cospetto di uno dei più grandi vocalist rock esistenti, probabilmente un “caso” da studiare, vista la sua tenuta totale rispetto allo scorrere del tempo, quasi sempre impietoso con i comuni mortali.
E poi la presenza scenica del vero frontman, capace di stabilire rapporto empatico immediato con chi è in religioso ascolto, davanti a lui.


Acqua Fragile è un vero team al lavoro, una squadra variegata che ha cambiato impostazione rispetto alla line up originale.
Franz Dondi (basso) e Pieremilio Canavera (batteria) sono gli altri due membri originali, e già questo appare fatto solido che aiuta ad asserire che c’è molto del seme gettato quasi cinquant’anni fa.
Franz e Piero, che hanno vissuto momenti di gratificazione assoluta calcando palchi importantissimi, condividendoli con i mostri sacri del prog, hanno perseguito la loro passione in zone di maggior ombra rispetto al passato, ma al momento giusto si sono fatti trovare sul pezzo, e ora il loro contributo appare fondamentale per certificare gli intenti della band.
Per chiudere il cerchio era necessario trovare alternative a chi non è più in attività, e allora entra nella band il chitarrista Michelangelo Ferilli, il tastierista Stefano Pantaleoni e la vocalist aggiunta Rosella Volta.
È proprio quest’ultima la novità concettuale, l’elemento che permette di tornare ad una caratteristica fondamentale degli A.F., la spinta verso la variazione e armonizzazione delle vocalizzazioni.

Tutto questo è andato in onda a Veruno, e penso che il risultato esaltante, palese per chiunque fosse presente, possa produrre una grande motivazione verso nuovi orizzonti, pensiero che, in termini semplici, potrebbe significare che, a distanza di due anni dall’album “A New Chant”, un nuovo progetto potrebbe essere dietro l’angolo.

La performance di Veruno - un misto di storia passata e recente - ha messo in rilievo una grande forma, e ha dato il giusto risalto ad un gruppo - un tempo era un termine molto usato - agli albori spesso ostacolato dal mainstream per l’utilizzo della lingua inglese, poco masticata in genere nel nostro paese, e ritenuta inadatta per una prog band locale.
A seguire propongo una mezz’ora di concerto, in modo che le mie parole possano essere supportate da fatti concreti.
Ma non è tutto… a fine concerto ho catturato le impressioni a caldo dei protagonisti, una bella testimonianza che dimostra, anche, il grado di soddisfazione del momento.

Parto dalla scaletta…


Uno stralcio del concerto…


A fine concerto ho incontrato Bernardo Lanzetti…


Franz Dondi e Pieremilio Canavera…


Stefano Pantaleoni e Rossella Volta (mentre Michelangelo Ferilli era già sulla via del ritorno…)


E di questa serata rimarranno molti ricordi!



venerdì 23 agosto 2019

Autoritratto di Bernardo Lanzetti


"Da un'immagine del servizio fotografico realizzato per la copertina di "Acqua fragile" (1973), uno scatto con "fish eye" che cattura Bernardo Lanzetti con Piero Canavera, il batterista di Acqua Fragile, sullo sfondo.

Bernardo stesso ha dipinto un piccolo autoritratto a tempera, mai condiviso in precedenza."

domenica 18 agosto 2019

Una pagina facebook per Bernardo Lanzetti



È nata una nuova pagina facebook dedicata all’attività, passata-presente e futura, di Bernardo Lanzetti.

Da questo spazio sarà possibile seguire la musica che Bernardo propone, in solo, con l’Acqua Fragile e attraverso le molteplici collaborazioni.

Diffondete il verbo…

Bernardo Lanzetti -The Vox Impossibile

mercoledì 14 agosto 2019

Woodstock: il pensiero di Bernardo Lanzetti...



Immagine di Patrizia Macchia

Articolo uscito recentemente su MAT2020


WOODSTOCK ʼ69-2019
di
Bernardo Lanzetti

Lo straordinario evento del 1969 conosciuto come Woodstock, ragionando in termini moderni, potrebbe essere definito come la più grande - e ultima - piattaforma musicale non digitale.

Infatti, per Live Aid che lo ha seguito più tardi è stato assolutamente strategico lʼintervento della televisione in diretta, mentre Woodstock ha potuto contare, pur con grande risonanza, solo sullʼomonimo film uscito nel ʼ70.

Allo stesso modo intendo rimarcare come gli artisti esibitisi al “Festival di Pace & Amore”, nelle loro performance abbiano inserito improvvisazioni passate poi alla storia.

Oggi tutto rimarrebbe incollato a un “time code” necessario per avere effetti luci in sincrono e, ahimè, contributi di basi sonore per un playback più o meno totale.

In una realtà italiana dove la RAI di fatto negava lʼaccesso alla grande musica internazionale, per un appassionato di musica come me, oltre allʼarticolata offerta artistica, Woodstock ha rappresentato una miniera di idee e informazioni tecniche. Penso ad esempio allʼaver imparato accordature diverse per le chitarre solo guardando e ascoltando C.S. & N piuttosto che Ritchie Heavens.

Ammetto di essermi interessato allʼevento molto più per la musica che non per gli avvenimenti socio-antropologici e culturali intorno ad esso. Solo anni più tardi ho potuto inquadrare lʼeccezionalità del tutto, pur rammaricandomi di come il frainteso messaggio “musica gratis” sia stato cavalcato in Italia per tutti gli anni ʼ70.

Appena uscito, ho avuto la fortuna di vedere il film di Woodstock negli USA - il cinema rende giustizia alla musica più delle produzioni video attuali - e di toccare con mano la vibrante presenza dei messaggi veicolati.

Dieci anni dopo lo storico evento, il carrozzone Woodstock ʼ79, ha fatto tappa anche al campo sportivo di Casalmaggiore, il mio paese natio.

Il giornalista Armando Gallo era nostro ospite e dal balconcino di casa dei miei ho potuto vivere un momento surreale… lʼesibizione casalinga di Joe Cocker!


lunedì 12 agosto 2019

PROG ITALIA COLLECTION PARTY: il commento di Guido Bellachioma


Foto di Alessandro Pagano 

Un commento di Guido Bellachioma afferrato dalla rete…

Riflessioni su PROG ITALIA COLLECTION PARTY 7/agosto a Francavilla al Mare
Di Guido Bellachioma

IL PROGRAMMA

Nelle mille avventure musicali che ho affrontato in vita mia raramente sono stato bene (emozionalmente, artisticamente e umanamente) come al Blubar Summer Festival 2019 (Francavilla al Mare, 7/10 agosto).
Fino al 18 la mostra Roma Rock 70 sarà visitabile gratuitamente a Palazzo Sirena, con 20 splendide foto in bianco e nero dal mio archivio, opera di Fabio D'Emilio, negli anni 70 fotografo delle riviste Super Sound e Nuovo Sound, tra cui Peter Gabriel, Francesco Di Giacomo, Phil Collins, John Hiseman, Steve Winsood, Nico Di Palo, Michi Dei Rossi, Lino Vairetti, Kerry Minnear e Gary Green dei Gentle Giant, Ian Anderson, Frank Zappa, Franco Mussida, Elio D’Anna, Alan Sorrenti, Steve Hackett, Ivano Fossati, Franco Battiato.
Ero sicuro che l’esperienza a cui avevamo “dato” il nome e il logo della “nostra” rivista, Prog Italia Collection Party, sarebbe stata ristorativa delle sempre “brutture” che ormai affliggono il mondo musicale, persino quello alternativo, idealmente diverso.
I problemi, inevitabili quando si allestisce all’aperto un progetto simile (orchestra di stampo sinfonico, gruppo rock e ospiti) sono stati affrontati col sorriso e la giusta ironia, sia dagli artisti che da chi ha duramente lavorato per realizzare quella che sembrava una “pazza idea”… in realtà non era pazza ma folle in modo esponenziale!
Eppure, forse proprio per questo sentimento fuori dagli schemi che coinvolgeva tutti, è venuta splendidamente, e la gente ha compreso il sentimento che coinvolgeva tutti, sopra e sotto il palco.

                                                    Foto di Alessandro Pagano 

Se ognuna delle persone coinvolte avesse ragionato logicamente PROG ITALIA COLLECTION PARTY non avrebbe avuto motivo di esistere: fatica erculea da mettere al servizio dell’arte, musica più difficile per coinvolgere il pubblico, economicamente la serata meno remunerativa… però soddisfazione “sesquipedale” (cercate il vocabolario se la parola vi risulta estranea però è quella che foneticamente esprime meglio il concetto… d’altronde il PROG è un po’ alieno anche a livello sonoro… quindi ).
Tutti i brani eseguiti sono “un pezzo de core” per me e per molti, inutile citarli tutti, il repertorio è stato un viaggio nella memoria collettiva, compresa la trilogia di Bacalov (Concerto Grosso/New Trolls, Osanna/Milano Calibro 9, Rovescio della Medaglia/Contaminazione).
Segnalazione inevitabile per l’omaggio a Francesco Di Giacomo, dove Paolo Sentinelli ha eseguito con l’orchestra “Lo stato delle cose”… l’emozione è stata davvero difficile da reggere… d’altronde Francesco è unico… ne parlerò per sempre al presente.
E’ finita in “caciara” cantando a squarciagola nei due bis, Centro di gravità permanente e Non mi rompete, con tutti gli ospiti sul palco contemporaneamente a interpretare il senso della festa in modo nobilmente “cazzone” ;-) E vedere Maurizio Rapino, senza la cui opera Blubar non potrebbe neanche essere ipotizzato (mi perdonino tutti gli altri ragazzi/e che in questi giorni ho imparato ad apprezzare), “pogare” come a un concerto punk non ha prezzo.

                                                    Foto di Alessandro Pagano 

La gente di Prog Italia Collection Party: per prima l’orchestra che si è fatta un mazzo terrificante con estrema dedizione e competenza, ragazzi/e che possono insegnare a tanti cosa significa il senso del lavoro applicato all’arte, diretta con … poi il M° Leonardo Quadrini che l’ha diretta, Osanna (Lino Vairetti, Gennaro Barba, Nello D’Anna, Sasà Priore, Pako Capobianco), Rovescio della Medaglia (Enzo Vita, Andrea Castelli, Nicola Costanti, Carmelo Junior Arena, Andrea Bruni, Pino Polistina), Patrizio Fariselli, Vittorio De Scalzi, Bernardo Lanzetti, Paolo Sentinelli, Filippo Destrieri, Aldo Tagliapietra.

                                                   Foto di Alessandro Pagano 

Grazie al mio amico Maurizio Malabruzzi che mi ha coinvolto con passione (una persona fuori dalla pecionaggine imperante e sempre col sorriso sulle labbra);
grazie al deus ex machina Maurizio Rapino;
grazie ad Alessandro Pagano;
grazie a Sandra Ferri;
grazie, scusate la cacofonia, a Graziano;
grazie a tutti voi che avete partecipato e anche a chi ha capito che la prossima volta non dovrà mancare…
Un grazie particolare ad Antonella Caspoli, moglie di Francesco Di Giacomo, che a pochissimo tempo da un momento doloroso è venuta con noi a vivere l’affetto che ancora ci lega a Francesco, le è stata consegnata una targa ricordo della serata, che sono sicuro non dimenticherà facilmente… neanche io…
L’ultimo grazie è per la “gente” di Prog Italia con cui ho parlato, scattato foto e scambiato saluti… un “autograzie” al sottoscritto per avere sempre voglia di musica senza troppi paletti!