mercoledì 14 agosto 2019

Woodstock: il pensiero di Bernardo Lanzetti...



Immagine di Patrizia Macchia

Articolo uscito recentemente su MAT2020


WOODSTOCK ʼ69-2019
di
Bernardo Lanzetti

Lo straordinario evento del 1969 conosciuto come Woodstock, ragionando in termini moderni, potrebbe essere definito come la più grande - e ultima - piattaforma musicale non digitale.

Infatti, per Live Aid che lo ha seguito più tardi è stato assolutamente strategico lʼintervento della televisione in diretta, mentre Woodstock ha potuto contare, pur con grande risonanza, solo sullʼomonimo film uscito nel ʼ70.

Allo stesso modo intendo rimarcare come gli artisti esibitisi al “Festival di Pace & Amore”, nelle loro performance abbiano inserito improvvisazioni passate poi alla storia.

Oggi tutto rimarrebbe incollato a un “time code” necessario per avere effetti luci in sincrono e, ahimè, contributi di basi sonore per un playback più o meno totale.

In una realtà italiana dove la RAI di fatto negava lʼaccesso alla grande musica internazionale, per un appassionato di musica come me, oltre allʼarticolata offerta artistica, Woodstock ha rappresentato una miniera di idee e informazioni tecniche. Penso ad esempio allʼaver imparato accordature diverse per le chitarre solo guardando e ascoltando C.S. & N piuttosto che Ritchie Heavens.

Ammetto di essermi interessato allʼevento molto più per la musica che non per gli avvenimenti socio-antropologici e culturali intorno ad esso. Solo anni più tardi ho potuto inquadrare lʼeccezionalità del tutto, pur rammaricandomi di come il frainteso messaggio “musica gratis” sia stato cavalcato in Italia per tutti gli anni ʼ70.

Appena uscito, ho avuto la fortuna di vedere il film di Woodstock negli USA - il cinema rende giustizia alla musica più delle produzioni video attuali - e di toccare con mano la vibrante presenza dei messaggi veicolati.

Dieci anni dopo lo storico evento, il carrozzone Woodstock ʼ79, ha fatto tappa anche al campo sportivo di Casalmaggiore, il mio paese natio.

Il giornalista Armando Gallo era nostro ospite e dal balconcino di casa dei miei ho potuto vivere un momento surreale… lʼesibizione casalinga di Joe Cocker!


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