Pills of the
noble past...
The Premiata
Forneria Marconi guest at Discoring on February 5, 1978.
From the
album "Passpartù" the song "If I were what".
The singer
is, of course, Bernardo Lanzetti...
Pills of the
noble past...
The Premiata
Forneria Marconi guest at Discoring on February 5, 1978.
From the
album "Passpartù" the song "If I were what".
The singer
is, of course, Bernardo Lanzetti...
Pillole di nobile passato…
La Premiata Forneria Marconi ospite
a Discoring il 5 febbraio 1978.
Dall'album "Passpartù" la canzone
"Se fossi cosa".
Il cantante è, ovviamente, Bernardo Lanzetti…
Ottobre 1974, parte il Tour della Premiata Forneria Marconi con
gli Arti & Mestieri, gruppo
"supporter".
La PFM era agli "albori", e
per il gruppo torinese di Beppe Crovella & Co. fu l'occasione per
farsi conoscere dal grande pubblico.
Di tutto un Pop…
Wazza
«La nostra casa discografica era la Cramps, la guidava Franco Mamone, che era anche il manager della Premiata Forneria Marconi. Fu lui a scegliere gli Arti & Mestieri come gruppo spalla da far scoprire all’Italia».
Nel racconto del primo viaggio c’è
tutto lo spirito di quel periodo: «La tournée iniziava da Palermo, così
partimmo in furgone, un Transit, verso la Sicilia. Viaggiamo dalle 22 del sabato
sera alle 10 del lunedì mattina; alle 17 eravamo sul palco del teatro per il
primo dei due concerti del giorno. Nelle sale si faceva la doppia, mentre nei
palazzetti dello sport la serata era unica».
Era il 1974, e sulla mappa di un tour del genere non poteva mancare il Palasport del Parco Ruffini, dove il gruppo di Crovella fece gli onori di casa e il pubblico straripava: «La capienza era intorno ai seimila spettatori, ma quella sera erano novemila. Il rock cosiddetto progressive andava forte in Italia, più che in altri paesi».
Lo confermarono alcuni incontri
ravvicinati che gli Arti & Mestieri ebbero in quel periodo: «I Gentle
Giant a Torino restarono a bocca aperta, in Inghilterra erano abituati a
esibirsi in club da 300 persone, qui si trovarono di fronte una marea di
migliaia e migliaia di fan».
Gli stranieri si passavano la parola, a volte le loro tournée
italiane partivano da spazi periferici, per poi dilagare al secondo giro.
«I Genesis, per esempio, li vidi la prima volta alla
Rotonda di Cuorgnè; i concerti successivi avrebbero riempito all’inverosimile
il solito Palazzetto».
Con le prime contestazioni: «Gli
autoriduttori iniziarono a farsi sentire a metà decennio, eppure per le band
anglosassoni l’Italia restava una meta privilegiata grazie ai numeri da
capogiro degli spettatori che accorrevano ad ascoltarli».
Tra Arti & Mestieri e PFM i rapporti erano ottimi: «L’appuntamento sicuro era per mangiare tutti insieme nel dopo concerto, ma prima di ogni show Franz Di Cioccio veniva nel nostro camerino a chiacchierare. Per noi inoltre era molto istruttivo lavorare con i loro tecnici, gli inglesi della Manticore, l’etichetta di Emerson, Lake & Palmer. Andammo vicini a firmare un contratto del genere anche noi, ma i management non si accordarono».
Oltre che di tecnici, era una
questione di strumenti: «Una volta il loro tastierista Flavio Premoli mi
fece adoperare il suo organo, un’altra capitò che lasciarono uno strumento
prezioso, il Mellotron, al Teatro Valdocco. Anni dopo, quando dopo un periodo
di silenzio riformammo gli Arti & Mestieri, andammo a cercarlo, ma non
c’era più».
Resta in rete una puntata di Speciale
per voi, di Renzo Arbore, in cui il popolare showman mostra lo strumento della
PFM e ne illustra il funzionamento.
La simbiosi tra le due formazioni avrebbe fruttato anche all’estero: «Debuttammo con la PFM laggiù, piacemmo e da quella serata scaturirono altri tre tour degli Arti & Mestieri».
Beppe Crovella
Sicuramente i componenti della P F M non avranno dimenticato l'8 gennaio 1976, giorno in cui al Palazzo dello Sport di Roma si tenne un concerto per sostenere "la resistenza Palestinese", con la presenza di Di Cioccio e soci.
Nobile gesto, ma la band - in
procinto di effettuare un grande tour nel Nord America con artisti del calibro
di Peter Frampton, Santana, Chicago -, si vide "revocato" il
contratto, perché molti manager americani di origine israeliana non videro di
buon occhio questo schierarsi a favore dell'OLP Palestinese.
In parole povere furono banditi dai circuiti rock americani e persero, forse, l'occasione di diventare in quel momento delle rock star a livello mondiale!
Chapeau alla Premiata per la loro coerenza!
Proprio in quel periodo (1975-1976), la PFM ebbe alcuni
problemi di censura e distribuzione negli Stati Uniti a causa della copertina
di Chocolate Kings (che raffigurava una bandiera americana stropicciata
che avvolgeva un cioccolatino a forma di lingua) e delle loro posizioni
critiche verso la politica estera statunitense. Questo conferma che il loro
impegno non era solo locale, ma faceva parte di una visione del mondo piuttosto
definita.
Wazza
Ho avuto il privilegio di conoscerlo da vicino, di
collaborare con lui, di custodire e ordinare parte del suo archivio come si fa con
qualcosa di vivo, che respira e continua a trasformarsi. Le parole che seguono
non nascono quindi da un sentito dire, ma da un percorso condiviso, da conversazioni,
da registrazioni ascoltate mille volte, da appunti, fotografie, bozze, idee. E
da quella voce che, ogni volta, sorprende come la prima.
È per questo che, nel chiudere un anno e aprirne un altro,
sento che parlare di lui non è solo un omaggio: è un modo per ricordare che la
creatività non conosce stagioni, e che esistono voci capaci di attraversare il
tempo senza esserne travolte.
Ci sono interpreti che seguono il tempo, altri che lo inseguono, e poi c’è chi, come Bernardo Lanzetti, sembra vivere in un punto di intersezione dove passato e futuro si scambiano continuamente di posto. La sua voce - quel timbro inconfondibile, elastico, capace di passare dal graffio al cristallo - non è mai stata solo uno strumento. È un laboratorio. Un luogo di ricerca. Una lente attraverso cui osservare l’evoluzione del rock progressivo italiano e, allo stesso tempo, la metamorfosi di un interprete che non ha mai smesso di reinventarsi.
Lanzetti non ha mai trattato la voce come un semplice mezzo
espressivo. Per lui è un organismo in continua mutazione, un territorio da
esplorare con la stessa curiosità con cui un pittore studia la luce o un
artigiano ascolta il suono del legno. Negli anni Settanta, quando il prog
italiano cercava una sua identità, Bernardo portava già un’idea diversa: la
voce non doveva solo “cantare”, ma costruire mondi.
Il suo vibrato, le sue inflessioni anglosassoni, la capacità
di piegare la melodia come fosse un metallo incandescente: tutto questo non era
un vezzo stilistico, ma una dichiarazione d’intenti. Era la prova che il rock
progressivo poteva essere internazionale senza perdere radici, e che la
vocalità poteva diventare un linguaggio autonomo, non subordinato alla
struttura del brano.
Molti ricordano Lanzetti per le sue stagioni storiche – Acqua
Fragile, PFM, i progetti solisti – ma ciò che colpisce davvero è la sua continuità
evolutiva. Mentre altri artisti si adagiano sulla nostalgia, Bernardo ha sempre
preferito la sfida. Ha sperimentato con l’elettronica, con la spoken voice, con
la performance teatrale, con la manipolazione timbrica. Ha trasformato la
maturità in un vantaggio creativo, non in un limite.
Ogni suo progetto recente – dai lavori più sperimentali alle
collaborazioni trasversali – porta con sé un’idea precisa: la musica non è un
archivio, è un organismo vivo. E lui continua a dialogarci come un ricercatore
che non ha mai smesso di fare domande.
C’è un aspetto che spesso passa sottotraccia: Lanzetti è
diventato, negli anni, un punto di riferimento per una nuova generazione di
musicisti che vede in lui non solo un maestro, ma un esempio di libertà
artistica. Non è raro incontrare giovani cantanti che studiano il suo
fraseggio, o chitarristi che citano i suoi lavori come fonte di ispirazione.
La sua presenza nei festival, nei progetti collettivi, nelle
collaborazioni con artisti emergenti dimostra una cosa semplice ma rara:
Bernardo non è un monumento, è un compagno di viaggio. Uno che non si mette su
un piedistallo, ma che continua a camminare accanto alla musica, con la stessa
curiosità di sempre.
In un’epoca in cui la musica sembra consumarsi alla velocità
di un feed, Lanzetti rappresenta un’altra possibilità: quella di un’arte che
cresce, che si approfondisce, che non teme il tempo ma lo attraversa.
Raccontarlo oggi significa ricordare che la creatività non è un lampo isolato,
ma un percorso. E che la voce – la sua voce – continua a essere una delle più
riconoscibili, coraggiose e visionarie del panorama italiano.
Bernardo Lanzetti non è solo un capitolo della storia del prog. È una storia che continua a scriversi, ogni giorno, con la stessa intensità di sempre.
Athos Enrile
La copertina di Ciao 2001 del 5 aprile 1976
presenta, tra i protagonisti, una fotografia della Premiata Forneria Marconi
(PFM), gruppo cardine del progressive rock italiano.
L'immagine mostra i cinque membri in posa collettiva, con
espressioni sobrie e abbigliamento informale, in linea con l’estetica del
tempo.
La loro presenza in copertina, accanto a nomi internazionali
come Patti Smith, Genesis, Ray Charles e il duo Hancock & Corea, testimonia
il riconoscimento della PFM come realtà musicale di rilievo anche nel contesto
internazionale.
Il collage visivo e la scelta degli artisti riflettono
l’eclettismo della rivista, che documentava le tendenze musicali più influenti
del momento.
Evento di Associazione Culturale Charisma
Ragusa, Sicily
Cari amici del Prog,
noi dell’Associazione Musicale Charisma non vedevamo l’ora di annunciarvelo: il
21 dicembre 2025 torniamo sul palco del Teatro Perracchio di Ragusa
con Progressive Rock Legends!
E' un evento organizzato dagli Amici dell'Associazione Siciliainmusika.
Sarà un viaggio speciale tra PFM, Banco, Orme e Genesis… e con noi ci sarà
anche Bernardo Lanzetti, voce
storica della PFM e fondatore degli Acqua Fragile.
Chi ci segue da anni sa quanto cuore mettiamo in ogni nota: vi aspettiamo per
vivere insieme un’altra grande serata di musica.
Domenica 21 dicembre 2025 – ore 18:00
Teatro Perracchio, Ragusa
Biglietto: 20 euro
Info & Prenotazioni: 333 3078301 – 339 7941035