martedì 24 febbraio 2026

Gli auguri a Pieremilio Canavera nel giorno del suo compleanno...

Compie gli Anni Pieremilio Canavera, batterista degli Acqua Fragile.

Bernardo lo ricorda in un momento del passato e in uno più recente.

Auguroni Pieremilio!!!

1972, Acqua Fragile in Tour, al sud, con la Premiata Forneria Marconi.

In camerino di uno dei teatri, probabilmente a Cosenza, Bernardo Lanzetti e Pieremilio Canavera stanno lavorando agli arrangiamenti di alcune delle musiche che entreranno nel primo album della band nell’anno seguente.

Nel frangente, Bernardo ha passato la sua Gibson SGN a Piero.

Verosimilmente, con l’Instamatic del vocalist, qualche collega della band è autore dello storico scatto.

A Veruno nel 2019...









mercoledì 11 febbraio 2026

Premiata Forneria Marconi - L'evoluzione del rock progressivo italiano



Equilibrio tra virtuosismo tecnico e scrittura popolare

La Premiata Forneria Marconi rappresenta il punto di incontro tra la complessità del progressive rock internazionale e la tradizione melodica italiana. A differenza di molti contemporanei, il gruppo ha saputo integrare una preparazione tecnica rigorosa, derivante dalle esperienze come session men dei singoli componenti, con una capacità narrativa che non scade mai nel mero esercizio di stile.

Il loro contributo si fonda su un utilizzo colto della strumentazione, dove i sintetizzatori e il violino si inseriscono in strutture ritmiche stratificate. Questa solidità strumentale ha permesso alla band di ottenere una credibilità estera insolita per le formazioni italiane dell'epoca, consolidata poi dalla collaborazione con i testi di Peter Sinfield.

Ancora in corsa dopo molti anni di attività...


 

giovedì 5 febbraio 2026

Premiata Forneria Marconi su "NUOVO SOUND" nel novembre del 1975

PREMIATA FORNERIA MARCONI - NUOVO SOUND - NOVEMBER 1975

La Premiata Forneria Marconi in copertina sulla rivista musicale “Nuovo Sound” nel novembre del 1975.

Nuovo album “Chocolate Kings”, nuovo cantante “Bernardo Lanzetti”, e tour in Giappone.

Di tutto un Pop…

Wazza  


Reportage di Armando Gallo per "Ciao 2001"

Forneria Marconi, in pieno tour mondiale per l'uscita dell'album "Chocolate Kings", arriva per la prima volta in Giappone. Tra interviste, promozioni, passaggi televisivi e concerti a Osaka e Tokio, sono impegnati per 20 giorni. Fu un vero trionfo, sempre seguiti da agguerriti fans giapponesi amanti del prog italiano. Nel corso del tour gli fu consegnato il disco d'oro. Franz in omaggio ai giapponesi, si esibiva sempre suonando con il kimono. Ma questo tour, fu ricordato anche per la famosa storia del "basso volante" di Patrick Djivas, raccontata da Franz Di Cioccio, nell'ultima data del tour, il 29 novembre 1975.

Franz racconta: << L'episodio più bello della tournée giapponese ha visto Patrick come protagonista. Era l'ultimo concerto di Tokio e La gente era in delirio. Ci chiesero un bis, poi un altro. La gente non andava più via, allora decidiamo di fare il 'Poseidon', un pezzo che riservavamo per i finali dei concerti più caldi. Consisteva in una serie di accordi che crescevano sempre più, fino ad ottenere una specie di estasi sonora molto coinvolgente. Era una performance monumentale, un'apoteosi. Eravamo molto eccitati perché era il nostro secondo concerto consecutivo in città e, come nel primo, c'era stato sold out, il tutto esaurito. La gente era veramente in visibilio. Avevamo un fan club, avevamo preso un disco d’oro, insomma eravamo straconsiderati. Allora, in quella atmosfera di sfegatato gasamento Patrick, al culmine del 'Poseidon', diede l’ultima botta, si sfilò il basso e, secondo i canoni del rock, lo lanciò in aria. Alzò gli occhi per esibirsi in una presa al volo ma... venne accecato dai fari. Il basso cadde rovinosamente per terra. Patrick rimase per un attimo di ghiaccio: il basso costava allora tre milioni, che all’epoca erano una cifra considerevole, ma poi, preso dall’euforia urlò: "Chi se ne frega!". Prese il basso e lo lanciò in platea. Il concerto a quel punto era davvero finito. In camerino però Patrick era un po' pensieroso. Come il proverbiale coccodrillo piangeva sul latte versato. "Che stronzata..." diceva, "si era rotto però... si poteva anche rimettere a posto. Va bene fare la rock star, però ... In quel momento arrivarono due persone del servizio di sicurezza che, rivolgendosi a Patrick dissero: "Senta, c’é un ragazzo qui fuori... sta aspettando, cosa dobbiamo fare? Lo stanno... lo stanno portando via." "Ma cosa é successo?" chiese Patrick. "Beh insomma... abbiamo recuperato il suo basso." "Ah bene, portatemelo qui." "No guardi, deve venire fuori lei perché questo ragazzo non lo vuole lasciare. Se lo tiene stretto e non lo vuole mollare." "Va bene" disse Patrick, "allora portatemi qui il ragazzo. Ne parliamo." "Veramente é fuori in ambulanza. Se rivuole il basso deve venire con noi. "In pratica il poveretto, che aveva preso il basso in testa, si era ferito. Era fuori, sdraiato sul lettino, attaccato allo strumento come una cozza alla scogliera. Quando Patrick lo vide, si impietosì e... gli lasciò il basso. In fondo quel ragazzo se lo era proprio meritato.>>


 

domenica 1 febbraio 2026

Bernardo Lanzetti: it was February 5, 1978

Pills of the noble past...

The Premiata Forneria Marconi guest at Discoring on February 5, 1978.

From the album "Passpartù" the song "If I were what".

The singer is, of course, Bernardo Lanzetti... 




Bernardo Lanzetti: era il 5 febbraio del 1978

Pillole di nobile passato…

La Premiata Forneria Marconi ospite a Discoring il 5 febbraio 1978.

Dall'album "Passpartù" la canzone "Se fossi cosa".

Il cantante è, ovviamente, Bernardo Lanzetti 




martedì 20 gennaio 2026

PFM e Arti & Mestieri: accadeva nell'ottobre del 1974-Il ricordo di Beppe Crovella

PFM on stage 1976

 

Ottobre 1974, parte il Tour della Premiata Forneria Marconi con gli Arti & Mestieri, gruppo "supporter".

La PFM era agli "albori", e per il gruppo torinese di Beppe Crovella & Co. fu l'occasione per farsi conoscere dal grande pubblico.

Di tutto un Pop…

Wazza

Arti & Mestieri  1974

 

«La nostra casa discografica era la Cramps, la guidava Franco Mamone, che era anche il manager della Premiata Forneria Marconi. Fu lui a scegliere gli Arti & Mestieri come gruppo spalla da far scoprire all’Italia».

Nel racconto del primo viaggio c’è tutto lo spirito di quel periodo: «La tournée iniziava da Palermo, così partimmo in furgone, un Transit, verso la Sicilia. Viaggiamo dalle 22 del sabato sera alle 10 del lunedì mattina; alle 17 eravamo sul palco del teatro per il primo dei due concerti del giorno. Nelle sale si faceva la doppia, mentre nei palazzetti dello sport la serata era unica».

Era il 1974, e sulla mappa di un tour del genere non poteva mancare il Palasport del Parco Ruffini, dove il gruppo di Crovella fece gli onori di casa e il pubblico straripava: «La capienza era intorno ai seimila spettatori, ma quella sera erano novemila. Il rock cosiddetto progressive andava forte in Italia, più che in altri paesi».

Lo confermarono alcuni incontri ravvicinati che gli Arti & Mestieri ebbero in quel periodo: «I Gentle Giant a Torino restarono a bocca aperta, in Inghilterra erano abituati a esibirsi in club da 300 persone, qui si trovarono di fronte una marea di migliaia e migliaia di fan».

 

Gli stranieri si passavano la parola, a volte le loro tournée italiane partivano da spazi periferici, per poi dilagare al secondo giro. 

«I Genesis, per esempio, li vidi la prima volta alla Rotonda di Cuorgnè; i concerti successivi avrebbero riempito all’inverosimile il solito Palazzetto».

Con le prime contestazioni: «Gli autoriduttori iniziarono a farsi sentire a metà decennio, eppure per le band anglosassoni l’Italia restava una meta privilegiata grazie ai numeri da capogiro degli spettatori che accorrevano ad ascoltarli».

Tra Arti & Mestieri e PFM i rapporti erano ottimi: «L’appuntamento sicuro era per mangiare tutti insieme nel dopo concerto, ma prima di ogni show Franz Di Cioccio veniva nel nostro camerino a chiacchierare. Per noi inoltre era molto istruttivo lavorare con i loro tecnici, gli inglesi della Manticore, l’etichetta di Emerson, Lake & Palmer. Andammo vicini a firmare un contratto del genere anche noi, ma i management non si accordarono». 

Oltre che di tecnici, era una questione di strumenti: «Una volta il loro tastierista Flavio Premoli mi fece adoperare il suo organo, un’altra capitò che lasciarono uno strumento prezioso, il Mellotron, al Teatro Valdocco. Anni dopo, quando dopo un periodo di silenzio riformammo gli Arti & Mestieri, andammo a cercarlo, ma non c’era più».

Resta in rete una puntata di Speciale per voi, di Renzo Arbore, in cui il popolare showman mostra lo strumento della PFM e ne illustra il funzionamento.

La simbiosi tra le due formazioni avrebbe fruttato anche all’estero: «Debuttammo con la PFM laggiù, piacemmo e da quella serata scaturirono altri tre tour degli Arti & Mestieri».

Beppe Crovella

 


lunedì 12 gennaio 2026

PFM: accadde l'8 gennaio del 1976

Sicuramente i componenti della P F M non avranno dimenticato l'8 gennaio 1976, giorno in cui al Palazzo dello Sport di Roma si tenne un concerto per sostenere "la resistenza Palestinese", con la presenza di Di Cioccio e soci.

Nobile gesto, ma la band - in procinto di effettuare un grande tour nel Nord America con artisti del calibro di Peter Frampton, Santana, Chicago -, si vide "revocato" il contratto, perché molti manager americani di origine israeliana non videro di buon occhio questo schierarsi a favore dell'OLP Palestinese.

In parole povere furono banditi dai circuiti rock americani e persero, forse, l'occasione di diventare in quel momento delle rock star a livello mondiale!

Chapeau alla Premiata per la loro coerenza!

Proprio in quel periodo (1975-1976), la PFM ebbe alcuni problemi di censura e distribuzione negli Stati Uniti a causa della copertina di Chocolate Kings (che raffigurava una bandiera americana stropicciata che avvolgeva un cioccolatino a forma di lingua) e delle loro posizioni critiche verso la politica estera statunitense. Questo conferma che il loro impegno non era solo locale, ma faceva parte di una visione del mondo piuttosto definita.

Wazza