Mi è capitato più volte di raccontare quanto Demetrio
Stratos abbia rappresentato per me e per molti della mia generazione. Ogni
volta che si torna a parlare di lui, la sensazione è quella di ritrovare un
punto fermo, una radice che continua a nutrire il presente. Giovedì 23,
nella piazza di Vigoleno (PC), ho avuto l’occasione di vivere un momento
che ha riportato tutto questo in superficie.
Il Stratos Voice Camp 2026 ha riunito appassionati,
studiosi e giovani curiosi di esplorare la voce come strumento totale. Un luogo
dove la vocalità non è solo tecnica ma ricerca, libertà, desiderio di superare
i confini. Alla presenza della vedova di Demetrio, Daniela Ronconi, e
della figlia Anastassia, l’atmosfera era quella delle occasioni che
contano, fatta di ascolto attento e di rispetto profondo.
Durante la serata gli organizzatori mi hanno invitato a salire sul palco. Non era previsto, non c’era nulla di preparato. Ho accettato con piacere, perché in certi contesti la spontaneità è la forma più sincera di partecipazione. Ho improvvisato qualche riflessione sul tema della voce, su ciò che la vocalità può diventare quando si smette di considerarla un semplice mezzo e la si riconosce come un territorio da esplorare. Un breve intervento, nato sul momento, che ha trovato subito un dialogo con il pubblico.
La piazza di Vigoleno, con la sua cornice raccolta e la luce
del tardo pomeriggio, ha dato al tutto un carattere quasi rituale. Parlare di
voce in quel luogo, davanti a chi ha condiviso la vita e l’eredità artistica di
Stratos, ha avuto un valore speciale. È stato un modo per ricordare che la
ricerca non si esaurisce, che continua ogni volta che qualcuno decide di
mettersi in gioco e di ascoltare ciò che la propria voce suggerisce.
Il Memorial Demetrio Stratos, che ogni anno rinnova
questa energia, resta un appuntamento prezioso per chi crede nella voce come
strumento di libertà. Essere presente, anche solo per una breve apparizione, è
stato un onore e un’occasione per ribadire quanto il percorso di Demetrio continui
a ispirare chiunque voglia avventurarsi oltre la superficie del canto.
Un grazie agli organizzatori, agli animatori del Camp e a
tutti coloro che hanno partecipato. La voce, quando è autentica, trova sempre
il modo di farsi sentire.


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