A distanza di anni dall'uscita dal
gruppo, l'ex frontman riflette sul proprio percorso e sulla scelta di vita a
Castiglione del Lago
Il percorso di Bernardo
Lanzetti sintetizza uno dei
capitoli più significativi della musica leggera italiana. Cantautore originario
della provincia di Cremona, prossimo ai 78 anni, Lanzetti risiede ormai da
oltre dodici anni a Castiglione del Lago, in Umbria, dopo aver legato il
proprio nome alla Premiata Forneria Marconi tra il 1975 e il 1979.
In quell'epoca, la PFM rappresentava la punta di diamante del
rock progressivo nostrano. Insieme a formazioni come Banco del Mutuo Soccorso,
Le Orme, Area, Goblin, Formula 3 e New Trolls, la band contribuì a rinnovare il
panorama musicale nazionale parallelamente all'ascesa della canzone d'autore.
Tra tutte queste realtà, la PFM fu tuttavia l'unica capaci di conquistare un
seguito internazionale rilevante, in particolare nei mercati di Regno Unito,
Stati Uniti e Giappone.
L'ingresso di Lanzetti nella formazione non fu legato solo al
suo timbro vocale, ma anche alla perfetta padronanza della lingua inglese,
maturata durante gli anni di studio negli Stati Uniti. Durante la sua
permanenza, la band incise tre lavori in studio: Chocolate Kings nel
1976, Jet Lag nel 1977 e Passpartù nel 1978. L'uscita del
cantante avvenne poco prima che il gruppo intraprendesse lo storico tour in
collaborazione con Fabrizio De André.
A differenza degli altri componenti della formazione degli
anni Settanta, Lanzetti non ha mai preso parte a reunion o celebrazioni
successive della PFM, dichiarando di non essersi mai pentito della decisione di
abbandonare il gruppo. Più di recente, nel 2024, ha interpretato Impressioni
di settembre - brano simbolo dell'esordio della band - sul palco del
programma televisivo The Voice Senior su Rai1, riannodando per un
momento i fili con la memoria storica di quel repertorio.
